..."ecco, ci siamo...una cella singola.
entro e vedo il mio letto( 4 o 5 giorni ,mi hanno detto)
è inchiodato al pavimento...le mura alte più di 3 metri,,
troppo mi dico...
una alta finestra con la grata
neon
una turca con in vista uno spioncino...
lavabo sporco
il materasso sporco
e sui muri le peggiori scritte
ma io ho sonno
mi lasciano solo
finalmente
mi metto a letto vestito
le coperte emanano un odoraccio,...
non mi impediscono di dormire
un sonno senza sogni,eppure dormivo in un inferno...
e cosi per 4 giorni
tanto dura l'isolamento
giorni di pensieri confusi
mi convinco di stranezze
non riesco a leggere il fascicolo
lo hanno scritto con menzogne cosi grandi che
quasi ci credo anch'io.
non riesco a parlare,ho paura dei rumori
di un canto napoletano
mi danno una sigaretta solo se la chiedo ,e non mi lasciano neanche l'accendino
che strano qua
qualcuno mi chiede il perchè
perchè lo fa,,,
mi guarda engli occhi
in televisone andavano immagini degli ebrei
dell'olocausto
era quella triste ricorrenza dei ricordi di infamità
e io mi chiedevo...
se non si è accorto di loro... si accorgerà di me ...?
e un cappellano a darmi dritte su un interrogatorio.".
Sono una grande scrittrice
8 anni fa
3 commenti:
avevo già letto questo post, ma non avevo scritto niente perchè, in effetti, non so che dire.
non so quanto ci sia di autobiografico in questo racconto, quanta metafora e quanta realtà...
e non voglio fare la ficcanaso.
quindi ti lascio solo un bacio
Si sente carne viva sotto la tua scrittura.
sì, è vero, ce n'è un pezzo lì in alto.
chissà chi sei, tu...
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